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28/08/2017 | 16:46

Usa parole dure il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per definire la legge 119 sull'obbligo delle vaccinazioni. Durante l'incontro con una delegazione di cittadini e associazioni no vax, il Governatore ha offerto il sostegno della Regione nei ricorsi.


Michele Emiliano


Dalla Puglia. «Non farò dividere la Puglia in favorevoli e contrari da chi a Roma, non avendo molto altro da fare, si diverte a scatenare guerre che poi dobbiamo affrontare noi, province dell’impero». Usa parole dure il governatore Michele Emiliano per definire la contestata legge 119 del 31 luglio 2017, che prevede l'obbligo delle vaccinazioni per iscrivere i figli a scuola, punto che “non è mai stato in discussione” per il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin che l’ha fortemente voluta. 
   
Di più, durante l’incontro con una delegazione di «no vax», il magistrato ha offerto il sostegno della Regione negli eventuali ricorsi che i cittadini faranno davanti ai giudici, ricorsi che, a suo dire, hanno buone prospettive di successo perché «la legge ha molti errori, molti 'vulnus' e punti di eccesso che potrebbero lasciare alla Corte Costituzionale la possibilità di modificare, in tutto o in parte, gli errori commessi dal Parlamento». E ha anche chiesto ai rappresentanti del mondo della scuola, presenti all’incontro, di affiancare i genitori in questo percorso.
  
Insomma, non ha nascosto la sua contrarietà Emiliano verso questa legge che considera «un errore politico molto grave» e peggio, così come è stata pensata, sta ottenendo un effetto contrario: «Non se ne sentiva il bisogno, almeno in Puglia. Questa legge – ha tuonato il governatore – sta chiaramente seminando il panico e per certi versi, purtroppo, creando anche sospetto. Da quando il Parlamento ha deciso di intervenire con tanta decisione su questa materia –  ha sottolineato –  anche in Puglia stiamo avendo un calo della propensione a vaccinarsi. Ciò che prima era normale e ben accetto dalle famiglie, adesso, grazie a questa legge che sottopone le famiglie a sanzioni e addirittura alla non iscrizione a scuola, sta provocando l’effetto contrario».
  
«Noi - ha aggiunto il governatore - siamo convinti che se avessimo continuato a fare quello che facevamo prima, cioè spiegare alle famiglie che era utile vaccinare, si sarebbero vaccinate liberamente e non avremmo creato questa resistenza. Perché dei politici non si fida più nessuno, e quando un politico si assume la battaglia sui vaccini gli italiani, forse anche giustamente, si insospettiscono».




Autore: A cura della Redazione

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