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15/03/2017 | 16:45

Sit-in di protesta in via Capruzzi a Bari, dove i rappresentanti di Agrinsieme consegneranno al Presidente della Regione e all'assessore all'agricoltura le richieste degli agricoltori salentini costretti a fare i conti con la crisi ormai imperante.


Regione Puglia a Bari


Dalla Puglia. È finito il tempo delle parole per gli agricoltori salentini le cui richieste di aiuto sono rimaste spesso inascoltate dalle istituzioni. Le difficoltà che sta vivendo il comparto in questo periodo sono note, ma per superare la crisi è necessario ascoltare il disagio di chi vive sulla propria pelle le difficoltà, giorno per giorno, per provare a dare delle risposte fattibili, che aiutino concretamente il settore a uscire dal momento di stallo in cui annaspa da troppo tempo.
  
Agrinsieme, partendo proprio dal malessere espresso dal comparto agricolo salentino ha indetto uno stato di mobilitazione permanente che avrà il suo primo momento di protesta collettiva martedì, 21 marzo. Dalle 9.30 i rappresentanti di Copagri, CIA Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative settore agroalimentare (Legacoop, Confcooperative, Agci) si daranno appuntamento in via Capruzzi, nella sede del Consiglio Regionale della Puglia per presentare al governatore Michele Emiliano, all’assessore all’agricoltura, Leonardo Di Gioia e all'intero Consiglio Regionale alcune istanze a nome degli agricoltori.
  
Pochi punti per rilanciare un settore che ha tutte le carte in regola per essere il fiore all’occhiello della regione. Dalla Xylella fastidiosa, il batterio killer che ha condannato a morte centinaia di ulivi secolari e che non è ancora stata frenata all’eliminazione della vite dall'elenco delle piante specificate, per la liberalizzazione della commercializzazione delle barbatelle senza il vincolo della termo-terapia.
  
«Le drammaticità del territorio si racchiudono tutte nel documento che presenteremo in Regione – commenta Fabio Ingrosso, presidente di Copagri Leccegli agricoltori ormai sono al collasso, disinformati sul da farsi e allo sbando ma non è soltanto colpa del Co.Di.Ro [Complesso del Disseccamento Rapido dell’ulivo] ma anche della mancanza di risorse che arrivano sul territorio regionale. Il mondo agricolo, se unito, può alzare la voce per richiamare l’attenzione del Governo locale e nazionale, che deve intervenire per riportare il comparto ai livelli di un tempo. Bisogna intervenire con urgenza, prima che ne risenta anche il turismo» conclude Ingrosso secondo cui è importante puntare sulla ricerca per evitare di perdere gli ulivi che sono da sempre il simbolo di questa terra.
  
Questo l’elenco delle richieste:
  1. Semplificare la procedura di espianto degli alberi in zona infetta ( cosi come previsto dalla Dgr. 1999/2016) evitando che vengano addebitati ulteriori costi per certificare a mezzo analisi PCR la presenza del batterio;
  2. Sostegno al ripristino del potenziale olivicolo attraverso fondi regionali del PSR 2014-2020 dei quali l’intera Penisola Salentina non può esserne beneficiaria;
  3. Profonda riflessione sulla ripartizione dei fondi previsti nel PSR 2014-2020 che, paradossalmente, non prevedono alcuna priorità d'intervento per i territori gravemente danneggiati dall’epidemia di Xylella fastidiosa;
  4. Autonomia imprenditoriale alla scelta del Sistema Colturale da utilizzare in funzione delle dimensioni aziendali, della reale di coltivazione e delle potenzialità e capacità imprenditoriali di ciascuno;
  5. Attuazione di un piano straordinario da parte della Regione Puglia di concerto con le Associazioni di Categoria e Organizzazioni di Produttori per una corretta campagna informativa;
  6. Riapertura dei termini della Sanatoria dei pozzi di emungimento di acque sotterranee che ad oggi di fatto corrispondono ad una realtà molto diffusa sul territorio provinciale;
  7. Dichiarazione permanente dello stato di calamità naturale con conseguenti sgravi fiscali, previdenziali e moratoria dei mutui bancari per tutti i soggetti della filiera;
  8. Eliminazione della vite dall'elenco delle piante specificate, per la liberalizzazione della commercializzazione delle barbatelle senza il vincolo della termo terapia;
  9. Piano straordinario di sostegno per la realizzazione di piattaforme per l'utilizzo della biomassa a fini energetici e contemporanea movimentazione del legname.





Autore: A cura della Redazione

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