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10/01/2017 | 18:37

La decisione dei vertici di Trenitalia di cancellare il Frecciarossa che collegava Milano a Lecce (e viceversa) da domenica, 15 gennaio ha sollevato un polverone. Tante le critiche bipartisan.


Stazione di Lecce


Dalla Puglia. Come era prevedibile, la decisione di Trenitalia di cancellare il Frecciarossa che collegava Milano a Lecce, non solo ha sollevato un polverone di ‘critiche’, ma ha unito voci diverse in un unico coro, pronto a urlare che si tratta dell’ennesimo schiaffo che penalizzerà il Salento. Eppure quando i vertici della società che si occupa dei trasporti su rotaia avevano ‘concesso’ che l’alta velocità raggiungesse il capoluogo barocco nei weekend e nei giorni festivi erano stati chiari: si trattava soltanto di una prova, di un test per valutare se la tratta, considerata  ‘poco conveniente’, poteva avere successo. Non l’ha avuto per chi ragiona in termini di logica di mercato, non ha fatto registrare quei numeri da “tutto esaurito” e è un dato di fatto che il fiammante e superveloce Etr 500 che consentiva di risparmiare poco più di un’ora è stato ‘snobbato’ a favore di altre soluzioni.
  
Chiamato in causa, Michele Emiliano ha affidato a Twitter il suo pensiero: «Se da Lecce pochi prendono il Frecciarossa, Trenitalia perde troppi soldi. Li paghiamo noi?» ha cinguettato il governatore gettando soltanto altra legna nel fuoco delle polemiche.
  
Eppure per Paolo Perrone, sindaco di Lecce, quello di Trenitalia è un dietrofront “inaccettabile” per una terra che nel ruolo di fanalino di coda – si legge nella nota – si sente fuori posto ì. «Le responsabilità sono di un governo nazionale che si dimostra sordo alle necessità della Puglia e di un governo regionale assolutamente "baricentrico"» scrive il primo cittadino del capoluogo barocco «Questo territorio merita rispetto e rivendica le stesse opportunità di sviluppo delle altre regioni. Trenitalia deve fare un passo indietro».
  
Non è meno polemico il senatore Francesco Bruni (CoR) che invita Emiliano a svegliarsi «Trenitalia (grazie al concreto apporto della Regione Basilicata) ha deciso di collegare l’alta velocità Roma – Salerno a Potenza – Metaponto – Taranto, quindi dinanzi al concreto supporto delle regioni anche i cosiddetti servizi a libero mercato possono essere offerti correndo un limitato rischio  d'impresa ed ottenendo un grande impatto sul territorio. E continuando così le distanze tra Salento e Bari si allargano sempre più».
  
Sulla soppressione del treno ‘super veloce’, ​interviene anche Diego De Lorenzis, deputato pugliese del M5S in Commissione Trasporti alla Camera. «I Politici hanno preso in giro i salentini!- dichiara - I festeggiamenti e le passerelle per il Frecciarossa a Lecce sono terminati presto, ora l’azienda conferma quello che aveva già dichiarato e che tutti sapevano: sono servizi a mercato che si sostengono solo con la tariffa e la tratta non è remunerativa! »
  
«Lo avevamo detto mesi fa, quando tutti gli Onorevoli di professione e il presidente di Regione Emiliano parlavano di vittoria – continua De Lorenzis -  La sperimentazione ha solo dimostrato che il problema non è mai stata l’assenza dei Freccia, ma l’assenza di un servizio di trasporto regionale efficiente, veloce e capillare. Sbagliata la diagnosi, errata la terapia, ovviamente! È ovvio che non può risolversi tutto con la presenza del Frecciarossa: i cittadini pugliesi dovrebbero pretendere che le loro tasse siano investite nel trasporto pubblico locale che è il vero problema del Salento: nessuno si lamenterebbe oggi se ci fossero collegamenti regionali veloci, frequenti, senza attese per raggiungere il Freccia che parte da Bari e viceversa. Garantire il diritto alla mobilità è l’obiettivo del M5S che si realizza innanzitutto con un servizio puntuale, efficiente e costante per le centinaia di migliaia di pendolari, studenti e turisti in Salento! La propaganda la lasciamo ai partiti!»




Autore: A cura della Redazione

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